Quadro normativo di riferimento
Il testamento olografo, ai sensi dell’art. 602 c.c., deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore. La sua falsificazione integra il reato di cui all’art. 491 c.p., come riformulato dal D.Lgs. n. 7/2016.
Il reato, in quanto concernente un testamento olografo, si procede d’ufficio, con pene ridotte di un terzo se commesso da privato ai sensi dell’art. 482 c.p.
Il ruolo della consulenza grafologica nel processo penale
La prova della falsità del testamento olografo si fonda tipicamente sull’accertamento tecnico-scientifico della scrittura, attraverso consulenze grafologiche. La giurisprudenza di legittimità ha elaborato una serie di principi fondamentali in materia.
Metodo di valutazione delle consulenze: integrazione tecnica e logico-indiziaria
La Cassazione ha costantemente affermato che la prospettiva tecnico-scientifica deve essere integrata con quella logico-indiziaria. Le consulenze grafologiche non operano, quindi, in isolamento: costituiscono elementi di prova da valutare unitamente al compendio indiziario complessivo, nel rispetto dell’art. 192, comma 2, c.p.p., che postula la pluralità e concordanza degli indizi.
Criteri di preferenza tra consulenze contrastanti
Nelle ipotesi frequenti in cui le consulenze di accusa e difesa giungano a conclusioni opposte sull’autenticità del testamento, il giudice di merito deve fornire adeguata motivazione circa le ragioni della preferenza accordata all’una rispetto all’altra. La Cassazione ha ritenuto legittima la scelta del giudice che privilegia la consulenza dell’accusa quando:
- l’ampiezza dell’analisi è superiore, con un maggior numero di scritture di comparazione esaminate;
- l’esame cronologico delle firme evidenzia mutamenti nella gestualità scrittoria;
- la consulenza della difesa si fonda su scritture di comparazione di incerta provenienza o comunque non idonee a confutare il dato della scrittura imitativa;
- la consulenza difensiva è stata condotta su copia del testamento, anziché sull’originale.
Questi criteri, elaborati dalla giurisprudenza di legittimità, offrono una guida pratica preziosa per chi si trova a valutare, come parte o come consulente, l’attendibilità di una perizia grafologica nell’ambito di un contenzioso su un testamento sospettato di falsità.
Articolo a cura dell’Avv. Giuseppe Aghemo. Per approfondire, consulti le pagine dedicate a Impugnazione testamento e a Reati ed illeciti in ambito testamentario.


















