Diritto di Famiglia (separazione, divorzio, affidamento dei figli, assegni alimenti)

Diritto di Famiglia (separazione, divorzio, affidamento dei figli, assegni alimenti)

Le controversie di diritto di famiglia costituiscono materia particolarmente delicata, poiché  – al di là degli aspetti tecnico-giuridici che pure sono importanti – coinvolge gli aspetti più intimi della vita di ciascun individuo. La complessità degli interessi in gioco e delle problematiche a cui è necessario dare soluzione quando la famiglia, legittima o di fatto, si trova in crisi o deve gestire il rapporto con i figli, richiedono una particolare attenzione e sensibilità nei confronti dei propri clienti e, pertanto, devono essere trattate da professionisti altamente specializzati.

Perché rivolgersi ad un avvocato specializzato

L’avvocato esperto in diritto di famiglia, oltre a vantare una grande esperienza, deve possedere doti di sensibilità ed empatia per poter guidare e consigliare al meglio il proprio cliente coinvolto in un momento difficile quale una separazione o un divorzio.

Deve, inoltre, tenere in debito conto la elevata conflittualità di certe vicende separative ed i traumi personali che accompagnano la fine del rapporto matrimoniale e che coinvolgono spesso, anche per irresponsabilità dei genitori, gli interessi di figli anche giovanissimi. Lo Studio assiste i propri clienti nella gestione delle procedure di separazione consensuale e giudiziale, divorzio, divorzio breve, affidamento dei figli, assegno di mantenimento divorzile, famiglia di fatto, convivenze more uxorio, contratti di convivenza eterosessuale e omossessuale, diritto penale minorile, tutela delle donne vittime di violenza, maltrattamenti in famiglia e stalking.

Separazione consensuale e separazione giudiziale

Il nostro ordinamento prevede la possibilità, in caso di crisi del rapporto coniugale, di porre fine al matrimonio mediante la separazione personale dei coniugi. 

La separazione può essere consensuale o giudiziale, a seconda che i coniugi trovino o meno un accordo sulle condizioni, aventi ad oggetto, in particolare, l’affidamento dei figli ed il loro mantenimento, l’assegnazione della casa familiare e l’eventuale diritto al mantenimento del coniuge economicamente più debole.

La separazione con addebito si ha quanto il giudice della separazione accerta che la fine dell’unione coniugale è stata causata da uno dei coniugi con un comportamento che ha violato uno o più doveri coniugali. I casi più frequenti sono quelli di violazione del dovere di fedeltà.

La differenza fra separazione e divorzio consiste nel fatto che con la separazione i coniugi sospendo temporaneamente gli effetti del rapporto matrimoniale mentre con il divorzio i coniugi cessano di avere reciproci diritti e doveri sia dal punto di vista personale che patrimoniale.

Il divorzio breve

La legge sul divorzio breve (L. n. 55/2015) ha ridotto notevolmente i tempi con cui mettere fine ai vincoli del matrimonio civile, permettendo di ottenere il divorzio nel termine breve di dodici mesi dalla separazione giudiziale, che si riducono a sei mesi in caso di separazione consensuale.

Altra grande novità introdotta dalla legge sul divorzio breve è lo scioglimento anticipato della comunione dei beni tra i coniugi.

In concreto, come fare il divorzio breve?

Una volta decorso il termine abbreviato introdotto dalla riforma, i coniugi che intendono divorziare, oltre che in Tribunale, possono utilizzare gli Istituti della negoziazione assistita, rivolgendosi ad un avvocato e formalizzando un accordo per la cessazione del rapporto coniugale, ovvero optando per il divorzio breve fai-da-te presentandosi in Comune e sottoscrivendo un accordo di fronte all’Ufficiale di Stato Civile.

Avanti al Tribunale, è possibile ottenere il divorzio breve con figli nei termini di sei mesi o dodici a seconda dei casi, termini che valgono quindi a prescindere dalla presenza o meno di figli. 

Al contrario, presso gli Uffici del Comune non è possibile ottenere il divorzio breve in presenza di figli minori, ovvero maggiorenni incapaci o economicamente non autosufficienti ovvero portatori di handicap grave. Inoltre il divorzio breve in Comune non può contenere patti di trasferimento patrimoniale.

La separazione con figli

Il momento della separazione con figli è certamente una fase di grande conflittualità della famiglia, ove ciascun coniuge, almeno nella maggior parte dei casi, non riesce a mantenersi lucido e sereno, costringendo i figli a districarsi nelle pieghe del processo di separazione dei genitori.

Nella separazione consensuale con figli, prima della Legge n. 54/2006, l’affidamento esclusivo del figlio ad uno dei due genitori (sovente la madre) era la regola, restando l’affidamento congiunto un’opzione facoltativa non adottata di frequente.

Dopo la novella del 2006, l’affidamento condiviso, che costituisce un’evoluzione di quello congiunto e che prevede l’affidamento dei figli ad entrambi i genitori,  è diventato la regola, potendo il Giudice ricorrere all’affidamento esclusivo solo quando quello condiviso risulta contrario all’interesse del minore.

Nell’affidamento condiviso, la potestà genitoriale grava su entrambi i coniugi: questo significa che le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore devono essere assunte dai genitori di comune accordo. Con l’affidamento condiviso, pertanto, i genitori hanno pari diritti ed obblighi.

Diritto penale di famiglia  – I maltrattamenti in famiglia

Subire una violenza all’interno delle mura domestiche – sia che si tratti di violenza domestica fisica che di violenza psicologica familiare – è tanto grave che la legge ha voluto prevedere, per questi casi, un apposito reato: quello di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 del codice penale, punito con la reclusione da 2 a 6 anni.

Per violenza domestica si intende il comportamento abusante di uno o entrambi i compagni in una relazione intima di coppia, quali il matrimonio e la coabitazione.

Si estrinseca in molte forme, quali aggressioni fisiche, violenze psicologiche, abusi sessuali, intimidazione, controllo, stalking, violenza psicologica familiare, a cui si accompagnano spesso le deprivazioni economiche.

Non sono violenza domestica solo le percosse, le ferite o le ossa rotte, ma anche le minacce, gli insulti, i riscatti, le umiliazioni, la derisione, il prendere la donna per scema o per pazza, spesso in presenza dei figli terrorizzati, l’impedirle d’incontrare i propri amici o familiari e l’imposizione violenta dei rapporti sessuali. 

Spesso, infatti, gli ambienti domestici costituiscono teatro di abusi e violenze sessuali a danno di donne e di soggetti minorenni messe in atto da familiari o soggetti legati da rapporti amicali o sentimentali ad altri soggetti adulti che fanno parte del nucleo familiare.

Il reato di violenza sessuale è punito nel nostro ordinamento dall’art. 609 bis c.p., che prevede la pena della reclusione da 5 a 10 anni, pena elevata perché si tratta di un reato contraddistinto da un’alta riprovazione sociale.

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