Diritto Penale

Diritto Penale 

Gli avvocati dello Studio Associato Boetti Villanis sono in grado di fornire assistenza in tutte le fasi del procedimento penale, dalla predisposizione di diffide alla redazione delle denunce e querele, per arrivare alle difese in giudizio e alle costituzioni di parte civile, necessarie per le richieste  di risarcimento danni.

Gli avvocati dello studio associato hanno cura di seguire passo a passo le esigenze del proprio assistito, attraverso un primo consulto informativo con disamina di tutta la documentazione del caso. Gli avvocati sono soliti svolgere indagini difensive per assicurare fonti di prova necessarie sia nel caso di tutela delle persone offese del reato che in quello delle persone indagate di reato.  

Le materie maggiormente seguite dagli avvocati dello studio associato sono in tema di diritto fallimentare, di sicurezza e salute sul lavoro e di mobbing, di danni alla salute in genere e di circonvenzione di incapace, oltre che in materia di retai contro il patrimonio in genere.

Gli argomenti di questa pagina:

Delitti contro l’industria e il commercio

Il reato di concorrenza sleale art 513 cp – (Illecita concorrenza con minaccia o violenza)

E’ l’ipotesi delittuosa della concorrenza sleale, che assume rilevanza in ambito penale quando  è commessa con violenza o minaccia, mentre nella concorrenza sleale a rilevanza esclusivamente civilistica, le condotte poste in essere sono ricomprese da una serie di comportamenti (art. 2598, n. 1-3, c.c.), che violano i principi di correttezza professionale.

Frode nell’esercizio del commercio e tutela del consumatore

E’ la fattispecie di reato che si pone a tutela del consumatore, colui cioè che nel rapporto contrattuale  riveste la posizione più debole.

La condotta tipica consiste nella consegna di un bene merceologico diverso da quello convenuto. Il profilo oggettivo dell’illecito si sostanzia in una sleale esecuzione di un contratto lecito ed efficace.  Il contratto in questione può riguardare compravendita, permuta, somministrazione etc.  E’ il caso della consegna di alimenti o bevande avariata o non corrispondente alla disciplina igienica ed alla composizione nutritiva prevista dalla legge; così come la commercializzazione delle carni, senza occuparsi dell’aspetto nutrizionale del prodotto, al fine di garantire la tutela del consumatore e la trasparenza nella commercializzazione sotto il profilo di una corretta comunicazione delle condizioni e delle caratteristiche del prodotto.

Frode alimentare: adulterazione, sofisticazione, contraffazione (vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine )

E’ la condotta di chi pone in vendita o mette altrimenti in commercio sostanze alimentari adulterate o contraffatte come genuine. Le due condotte tipiche sono dunque la messa in vendita  che si riferisce ad un’attività di offerta al pubblico di si un bene destinato all’alimentazione, e la messa in commercio per la quale s’intende qualsiasi forma di messa a disposizione della merce. Il reato si consuma nel luogo di produzione dell’alimento, dunque laddove ha la sede l’impresa di cui è legale rappresentante l’imputato.

Delitti contro l’assistenza famigliare

Violazione degli obblighi di assistenza familiare

In tema di reati contro la famiglia, il reato di omesso versamento dell’assegno periodico per il mantenimento, educazione e istruzione dei figli, previsto dell’art.12-sexies, legge 1 dicembre 1970, n. 898, è configurabile non solo nel caso di separazione dei genitori coniugati, ovvero di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio, ma anche in quello di violazione degli obblighi di natura economica derivanti dalla cessazione del rapporto di convivenza.

È legittima la costituzione di parte civile della prole minore di età nel procedimento a carico del genitore inadempiente, qualora rappresentata dall’altro genitore, senza autorizzazione del Giudice Tutelare, in quanto atto non eccedente l’ordinaria amministrazione.

Maltrattamenti contro familiari e conviventi

La norma in esame punisce i comportamenti di vessazione fisica o morale ripetuti nel tempo commessi in famiglia. Le condotte tipiche del reato di maltrattamenti sono i comportamenti volgari, irriguardosi e umilianti, caratterizzati da una serie indeterminata di aggressioni verbali ed ingiuriose abitualmente poste in essere dal responsabile nei confronti del compagno/compagna o del figlio convivente, e sono tali da generare un regime di vita avvilente e mortificante.  La condotta di maltrattamenti contro familiari o conviventi può consistere anche nella privazione pressoché totale del sostegno economico ai danni della persona offesa, a maggior ragione se unita ad ulteriori condotte vessatorie di altro genere.

La Sottrazione di minorenni  

Integra il reato di cui all’art. 574 cod. pen. la condotta di un genitore che, contro la volontà dell’altro, sottragga a quest’ultimo il figlio per un periodo di tempo significativo, impedendo l’altrui esercizio della potestà genitoriale e allontanando il minore dall’ambiente d’abituale dimora.

Nel caso di conduzione o trattenimento del minore all’estero, il fatto deve essere commesso in modo tale da impedire, in tutto o in parte, l’esercizio della responsabilità genitoriale. Integra il delitto il genitore che sottragga il figlio minore all’altro genitore e lo conduca all’estero, a nulla rilevando la circostanza che l’altro genitore abbia acconsentito al rilascio del passaporto al figlio.

*Con le modificazioni ed integrazioni normative in materia penale per il necessario coordinamento con la disciplina delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio o termini equivalenti ovunque ricorrono, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Delitti contro la persona

Lesioni stradali e reato di omicidio stradale

Con la legge n. 41 del 2016 si è voluto irrigidire il trattamento sanzionatorio dell’omicidio colposo e delle lesioni personali colpose commessi con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, nonché da parte di persona che si sia posta alla guida in stato di alterazione dovuta all’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti. Tra le altre novità, la legge in esame ha introdotto potere di effettuare il prelievo biologico coattivo ai fini dell’espletamento della perizia ,onde rinvenire il responsabile dell’evento. E’ il caso del prelievo di capelli o saliva a fini di identificazione dell’indagato, che, in mancanza del consenso dello stesso, può essere esperito direttamente dalla polizia giudiziaria – ovviamente nel rispetto della dignità personale – previa autorizzazione scritta, oppure resa oralmente e confermata per iscritto, del P.M.

Sicurezza sul lavoro: infortuni sul luogo di lavoro

Ai fini dell’affermazione della responsabilità per colpa del datore di lavoro è necessaria la violazione di una norma cautelare, oltre alla constatazione che il rischio che la cautela intende presidiare si sia concretizzato nell’evento (è il caso di una sentenza di merito che ha escluso  la responsabilità del datore di lavoro per le lesioni occorse a un lavoratore, salito su un tetto per la tinteggiatura di un comignolo e caduto nel corso della discesa dalla scala utilizzata per accedere al tetto, per l’omessa realizzazione di un ponteggio, in quanto il rischio cautelato dalla predisposizione di un ponteggio è quello di caduta nel corso della lavorazione e non nel corso della discesa dalla scala). Il datore di lavoro è in ogni modo  esonerato da responsabilità quando il comportamento del dipendente sia abnorme, compiuto autonomamente e in un ambito estraneo alle mansioni affidategli o, quando rientri in tali mansioni, il comportamento consista in qualcosa di radicalmente lontano dalle ipotizzabili e, quindi, imprudenti scelte del lavoratore nella esecuzione del lavoro.

La responsabilità medica

La legge n. 24 del 2017 ha introdotto nel codice penale una specifica norma che interviene sull’intera disciplina, civile e penale, della responsabilità colposa nell’attività medico-chirurgica.  La scelta legislativa è stata, dunque, indirizzata all’esclusione della distinzione tra colpa lieve e colpa grave nell’ambito della responsabilità professionale del medico, introdotta con la legge c.d. Balduzzi del 2012, con conseguente attuale rilevanza penale, alle condizioni fissate all’art. 590 sexies, anche delle condotte del sanitario contrassegnate da una soltanto colpa lieve.

Delitti contro l’onore e atti persecutori

Il reato di diffamazione

La divulgazione di fatti non veritieri concernenti la vita di una persona può non determinare automaticamente la lesione della reputazione, giacché i fatti attribuiti possono risultare indifferenti per l’integrità della sua reputazione, tenuto conto del contesto socio culturale in cui i fatti vengono divulgati.

Un’interessante nozione della reputazione viene data da una sentenza di merito, laddove si legge che la reputazione viene tutelata tanto come stima che una persona si è conquistata presso gli altri, quanto come rispetto sociale minimo cui ogni persona ha diritto indipendentemente dalla buona o cattiva fama che derivi dalla sua condotta.

Non integra il reato di diffamazione a mezzo stampa,  la condotta di chi mediante un post su un social network esprima, con frasi non offensive né ingiuriose, il suo apprezzamento e la sua condivisione con riferimento ad espressioni e critiche diffamatorie utilizzate in precedenza da altri e condivise via internet, su una bacheca facebook.

Mobbing: maltrattamenti sul luogo di lavoro

E’ la condotta del datore di lavoro che ponga in essere nei confronti del dipendente comportamenti del tutto estranei all’esercizio del potere di correzione e disciplina, funzionale ad assicurare l’efficacia e la qualità lavorativa, e tali da incidere sulla libertà personale del dipendente, determinando nello stesso una situazione di disagio psichico. A titolo esemplificativo, è mobbing  il rimprovero umiliante o la sola imposizione di stare seduto per lungo tempo davanti alla scrivania del datore di lavoro senza svolgere alcuna funzione.

Stalking (atti persecutori)

E’ il reato di chi compie atti molesti o minacciosi ripetuti nel tempo ai danni di una o più persone, causando a ciascuna uno stato di ansia o paura. La prova della causazione nella persona offesa di un grave e perdurante stato di ansia o di paura deve essere ancorata ad elementi sintomatici di tale turbamento psicologico ricavabili dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato, dai suoi comportamenti conseguenti alla condotta posta in essere dall’agente ed anche da quest’ultima, considerando tanto la sua astratta idoneità a causare l’evento, quanto il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata.

Casistica. È configurabile il delitto anche quando le singole condotte sono reiterate in un arco di tempo molto ristretto. Integrano il delitto in esame gli atti di bullismo posti in essere nei confronti della vittima. Integra l’elemento materiale del delitto di atti persecutori il reiterato invio alla persona offesa di “sms” e di messaggi di posta elettronica o postati sui cosiddetti “social network” (ad esempio “facebook”), nonché la divulgazione attraverso questi ultimi di filmati ritraenti rapporti sessuali intrattenuti dall’autore del reato con la medesima.  Il delitto è stato ritenuto sussistente in un caso di reiterata redazione e ripetuta diffusione di messaggi funzionali a umiliare due coniugi, a violare la loro riservatezza, a rappresentare la vita sessuale della moglie come aperta a soggetti estranei. La mera reiterazione di condotte diffamatorie può integrare il reato di atti persecutori, a condizione tuttavia che detta reiterazione coesista con altre molestie o, in genere, con altre condotte eterogenee moleste, tra cui, a titolo esemplificativo, anche atti di aggressione fisica.

Straining e Bossing

Lo straining nasce dall’esigenza di voler dare una tutela (anche risarcitoria) a coloro che, pur subendo vessazioni, determinanti danni fisici rilevanti, non possono godere di alcuna tutela poiché i maltrattamenti subiti sono privi della frequenza prevista ovvero più genericamente non possono farsi rientrare nell’accezione di mobbing elaborata dalla dottrina e successivamente recepita dalla giurisprudenza. Così la sentenza Cass. n. 3291/2016 che ha riconosciuto ad una lavoratrice il risarcimento del danno da straining, che è posto in una posizione di secondo piano rispetto al mobbing, e mostra il favore della giurisprudenza verso un ampliamento della tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro di fronte ai comportamenti datoriali che in violazione dell’art. 2087 c.c. che possono cagionare un danno alla loro salute psico-fisica.

Il bossing è invece una forma di mobbing peculiare per il fatto di essere posta in essere non da colleghi di lavoro (pariordinati o di qualifica inferiore) ma da soggetti che si trovano in posizione di supremazia rispetto alla vittima: dunque, superiori gerarchici o lo stesso datore di lavoro.

Il reato di calunnia

È una fattispecie di reato delineata dal codice penale che viene integrata non già da una generica incolpazione di un soggetto innocente ma dalla condotta di chi formula un’accusa di reato, consapevole della sua infondatezza, «con denuncia, querela, diretta all’Autorità giudiziaria o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, anche se anonima o sotto falso none. La consulenza preventiva di un avvocato  e l’assistenza nella predisposizione di una denuncia querela o un esposto si pone con maggiore urgenza ogni qualvolta si intende procedere nell’incolpazione di taluni fatti che a seconda di come vengano rappresentati possono assumere forme e significati dai differenti effetti giuridici.

Delitti contro il patrimonio

Circonvenzione d’incapace

Per la sua configurazione sono necessarie molteplici condizioni. In relazione al compimento del reato di circonvenzione di persona incapace, realizzato attraverso la stipulazione di contratti, si analizza il delicato tema dei riflessi civilistici di tale ipotesi delittuosa, con specifico riferimento alla non punibilità dell’autore del reato, ai rimedi privatistici esperibili, alla natura dell’invalidità riguardante i negozi posti in essere.

Usura Bancaria

E’ il caso del superamento delle soglie di riferimento da parte degli interessi pagati, quand’anche in origine del tutto lecitamente stipulati. Ai fini della determinazione del tasso di interesse usurario, deve tenersi conto delle commissioni bancarie, delle remunerazioni richieste a qualsiasi titolo e delle spese, ad esclusione di quelle per imposte e tasse collegate all’erogazione del credito. Nei contratti di conto corrente con tasso d’interesse superiore a quello legale deve operare la sostituzione automatica dei tassi convenzionali con i tassi soglia applicabili in relazione ai diversi periodi. Nei contratti di mutuo, il meccanismo di sostituzione del tasso usurario con quello previsto dai c.d. tasso soglia di cui alle rilevazioni trimestrali previste dall’art. 2 della legge 108/1996 si applica anche agli interessi moratori.

Riciclaggio  di denaro

E’ un reato che può essere integrato da qualsiasi condotta idonea ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del bene ricevuto.

Casistica Il mero trasporto in altro luogo del bene di provenienza illecita  esula dalla condotta tipica di trasferimento, che deve essere intesa in senso esclusivamente giuridico di movimentazione dissimulatoria. L’operazione di svuotamento delle casse delle società e di successivo deflusso del denaro nei conti correnti di soggetti del tutto estranei alla compagine societaria costituisce indubbiamente un ostacolo alla tracciabilità del denaro. Non integra il delitto l’operazione consistita nel versamento sul proprio conto corrente di un assegno bancario giustificativo del pagamento di una fattura ed il successivo prelievo di una parte della somma versata con la restituzione all’emittente il titolo, funzionale ad ostacolare l’identificazione del delitto di fatture per operazioni inesistenti.

Insider trading e aggiotaggio

Chi essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della partecipazione al capitale di un società, ovvero dell’esercizio di una funzione, anche pubblica, di una professione o di un ufficio:

  1. a) acquista, vende o compie altre operazioni, anche per interposta persona, su strumenti finanziari, avvalendosi delle informazioni medesime;
  2. b) senza giustificato motivo, dà comunicazione delle informazioni, ovvero consiglia ad altri, sulla base di esse, il compimento di talune delle operazioni di cui alla lettera che precede.

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L’Avv. Aghemo si occupa di Diritto Penale nella fattispecie di delitti contro la persona, atti persecutori come mobbing e stalking ed anche delitti contro il patrimonio.

E’ Avvocato collaboratore presso lo Studio Legale Boetti-Villanis Audifredi  

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Lo Studio Legale Boetti Villanis-Audifredi di Torino è assicurato per la responsabilità professionale con Generali Assicurazioni polizza 242764092 e dal 30/04/2018, con AmTrust Europe, polizza n.17°0097612/2839.

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